martedì 20 maggio 2008

Giovane donna, elegante, discreta, bella

Quando un terremoto scuote la Terra o un uragano ne ripulisce l’involucro, prima di prestare soccorso ai feriti e raccogliere gli eventuali cadaveri si è soliti riflettere su quello che è successo, fare una stima dei danni e delle forze su cui si può contare per ripartire da zero.
Il terremoto è passato, l’uragano ne ha ripulito i detriti ed io ho già pensato, riflettuto, soccorso il ferito e accantonato il morto, rispettivamente me stesso e una storia d’amore.
Questo periodo mi ha lasciato delle cicatrici: alcune temporanee, come l’apatia verso i doveri del lavoro e dello studio, altre permanenti, come i bei ricordi dei momenti passati insieme alla bella donna d’Ungheria.
In questo breve e difficile lasso di tempo che separa il 13 Maggio dalla data odierna, ho avuto modo di rincontrare amici, organizzare serate con gruppi di colleghi che non vedevo da tempo, brindare alle amicizie di un tempo, conoscere nuove persone e avvicinarmi a donne a cui ero sempre stato interessato ma che non avevo mai incontrato al di fuori degli ambienti universitari o di lavoro.
Mi piacerebbe parlare delle mie recenti esperienze di lavoro, dei miei viaggi in Italia e Stati Uniti, di tutte quelle persone che ho conosciuto svolgendo la bellissima professione di reporter all’estero tra lingue, facce e modi diversi. Mi piacerebbe davvero e dovrei farlo, ma non è questo ciò di cui sento di dover scrivere adesso.
Sento di dover parlare di lei, di una giovane donna calabrese conosciuta tanti mesi fa in condizioni di completa confusione ambientale e interna. Non posso dire di conoscerla bene ma mi sento totalmente attratto da lei, da quel suo volto dolce e ornato, dagli occhi grandi e profondi, dal suo sorriso, dai suoi modi gentili e alcune volte incerti. Mi affascina come la lucentezza dei colori appena fabbricati può abbagliare il pittore del Rinascimento.
La sua bellezza è intrinseca alla purezza d’animo che sono certo si porta dentro, alla semplice regalità dei suoi movimenti, delle sue vesti che le disegnano il corpo come una ricca composizione di tesori da scoprire.
Probabilmente esagero, ci sono uscito una sola volta, eppure come spiegare il fatto che sento ancora i suoi profumi e le sue risa intonate? Guardavo con interesse questa bella ragazza di ventuno anni quando entrambi eravamo legati a persone diverse: io a ciò che oggi è passato, lei ad un ragazzo di cui non conosco nemmeno volto e nome.
Spero rincontrarla presto e magari dirle cose che al momento voglio permettermi solo qui, tra queste righe e nei miei pensieri. Non la considero un soccorso da utilizzare e lasciare andare via, ma una giovane donna che mi suscita emozioni da quel primo e lontano giorno del 2006 quando in una calda aula universitaria la conobbi insieme ad una sua amica.
Non so cosa mi aspetterà ma, come sa chi mi conosce, per me il passato è passato e non permetterò che si ripresenti nella mia vita.
Adesso vedo solo lei, una giovane donna dell’altro lato del mare, elegante, discreta, bella.

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