Le campane suonano, la guerra ha inizio. Dal monte Fada il generale osserva il dispiegamento delle proprie truppe posizionate sulle dolci cosce di grano ad ovest del fiume Rosso, le colline Fayas.Tre divisioni di cavalleria, dieci di fanteria, quindici di arcieri posti nelle retrovie, quattro di cavalleggeri e tre macchinari.
Il vento è impetuoso, travolge gli alberi, muove le maglie dei soldati e le chiome dei cavalli. Il nemico accampato a mille braccia lustra i metalli e rinforza le briglie.
L’aria è secca, il cielo tetro, i corvi ancora sui rami degli alberi. La gloria di uomini vicini alla morte è scandita dal silenzio simile ai cupi canti gregoriani delle chiese, mischiati alle grida di anime disperate sulle rive dell’infermo.
Arriva il segnale del generale. Il tamburo inizia a suonare, la passa dalle ultime alle prime fila. Gli angeli sembrano cantare dall’alto, Dio è dalla loro parte.
Dal campo nemico si liberano grida ed imprecazioni. Anche qui gli angeli cantano e Dio si schiera dalla loro parte. E’ ciò mai possibile? Il buio cala insieme agli avvoltoi. Accade da millenni, ogni qual volta due fratelli si alzano le mani.


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