martedì 31 luglio 2007

Treno 1924

Era mattina, ero a Roma. Niente di eccezionale, una città mille volte visitata, mille volte conosciuta. La notte in treno era passata lenta, rallentata dagli sguardi e dalle parole di coloro che il fato aveva assegnato al mio stesso scompartimento.
Una coppia di anziani palermitani parlava in dialetto così stretto da sembrare straniera: la signora raccontava storie divertenti solo per lei, il signore mi ricordava il mio nonno paterno mentre andava in campagna. Poi c’era un fruttivendolo palermitano, basso, magro con piccoli baffi e un braccio tatuato certamente cosciente delle fatiche dei siciliani poveri e disperati.
Infine vi era una giovane coppia sgangherata d’altezza, in quanto lui raggiungeva quasi i due metri e lei solo il suo sterno, e una turista cinese di ventisei anni che avrei conosciuto meglio durante il viaggio e la permanenza a Roma.
In verità, prima che la giovane e sgangherata coppia calabrese si presentasse nella stanza da viaggio, con noi vi era anche un giovane maghrebino. Era seduto alla mia destra, alto, scuro, con braccia forti e una mascella da dinosauro. Occupava un posto non suo in quanto sprovvisto di prenotazione, e quando la coppia venne egli fu obbligato a lasciare la stanza tirandoci dietro accuse razziste e parolacce.
"Voi fate così perché io sono unico straniero, voi siete razzisti", furono le prima frecce scagliate nei nostri confronti.
L’episodio fu triste e lasciò commenti e critiche. Il comportamento di un singolo straniero venne traslato a quello delle migliaia di stranieri residenti in Italia, alle leggi europee a cui questi dovrebbero adeguarsi e alle barche bucate di spola tra l’Africa settentrionale e la Sicilia.
Ne fui rattristato in quanto ero stato quello che più di altri si era speso per far intendere allo straniero, in modo pacifico e pacato, il torto giuridico della sua posizione.
Ma venne la mattina e con essa la stazione ferroviaria di Roma Termini. Comprai il giornale delle solite notizie: sgambetti sulla politica italiana e bombe in quella estera.
Alle 8:30 incontrai Monica. L’avevo sentita al telefono e di lei sapevo solo che era una brava ragazza pugliese a Roma per imbarcarsi in un volo che l’avrebbe portata a Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo, in Africa.
Dovevo consegnarle un pacco che, una volta a Kinshasa, avrebbe dovuto dare a Yvon, un reporter de LaSpecula.com International News Weekly. Nella DRC non vi è più guerra guerra, ma solo guerra a bassa intensità, che rende quasi impossibile il recapito postale di pacchi e lettere. Da qui, quindi, l’intermediazione di Monica.
La nostra conversazione durò parecchie ore. Si parlò di viaggi, studi, del lavoro che ci sarà certamente e delle foto del matrimonio di Yvon.
Fu piacevole parlare con lei poiché non è da tutti i giorni incontrare una giovane e bella donna impegnata fino al giorno prima da un centro estetico di sua proprietà, capace per un mese di mollare tutto e contro il parere di tutti riempirsi la valigia di medicinali e ustionarsi di vaccini per lasciare l’Italia del sole e della pizza per il Congo delle grandi foreste, delle armi e delle malattie.

Testo tratto da “Diario di pochi giorni a Roma”
Luglio 2007

4 commenti:

Walter Gennari ha detto...

Complimenti per il racconto con sfondo ferroviario! I treni riservano sempre soprese...positive e negative. Sono un mezzo di trasporto unico!

waltergennari.blogspot.com

j. ha detto...

Repubblica Democratica del Congo...sono tornato un mese fa e se potessi ripartirei domani. E se non sarà domani sarà l'anno prossimo. Ad ogni modo partirò...

heureux de vous connetre

jas

Alessandro Di Maio ha detto...

Caro Walter,
ti ringrazio per il commento e chiedo scusa per il ritardo con cui rispondo.
Ho visitato il tuo blog e lo ritengo molto interessante e bello. Ho letto anche l'appassionante racconto "a sfondo ferroviario" da te composto e presentato per il concorsso "Parole in corsa".
Infine, volevo informarti del fatto che il link del tuo blog è tra i miei preferiti.

Con affetto,
ADM

Alessandro Di Maio ha detto...

Caro J,
sei stato nella DRC? Che invidia..che ne dici se ci sentiamo per e-mail o contatto msn e ne parliamo?
Mi farebbe veramente piacere.
la mia e-mail (utile anche per MSN) è laspecula#hotmail.com (sostituisci # con @).

Un abbraccio,
ADM