martedì 22 maggio 2007

Ti penso

Il pianoforte suona note delicate e alternate, e il mio pensiero è rivolto a te. Rimango sdraiato sul letto e con le mani sotto la nuca ascolto, guardando le punte degli alberi che riesco a scorgere dal margine destro della mia finestra.
La musica si fa più intensa e decisiva. Si aggiunge un violino. La velocità aumenta e, in relazione ad essa, anche le immagini che scorrono nella mia mente: tu ed io che ci presentiamo in un’aula scolastica, passeggiando in spiaggia, tu ed io al nostro primo bacio e alla prima pizza, tu ed io di nascosto dai tuoi genitori e poi al primo addio, poco prima dell’11 Settembre.
Dalla finestra passa qualche uccellino, lo fa velocemente, attraversando da una parte all’altra la visuale che ho del mondo in quel momento.
Al pianoforte e al violino si aggiunge una voce di donna, forse un canto greco delicato e triste. Allora attraverso le lenti della memoria continuo a vederci mentre ci rincontravamo negli spazi del primo bacio e in quelli del nostro primo viaggio.
La musica incalza e incalzano gli abbracci, i sorrisi, le notti d’amore, le passeggiate mano per mano, i bagni nudi di notte, le grandi abbuffate in centro, le serate ad imparare a ballare da te e gli incontri con gli amici. Ricordo tutto, Sydney, Ashfield, Burwood, Summer Hill, Blues Sisters, Canada Bay, Madrid, Toledo, Roma, Firenze, Venezia, Barcelona…
Ti ricordo viva e bella come sempre, mentre io mi ricordo tanto diverso da oggi da non riuscire a descrivermi. Mi rivedo insieme a te. Non so dire altro.
La voce triste e melodica della donna scompare e con essa anche il violino. Il pianoforte torna da solo ad esternare i miei pensieri. Allora ti rivedo all’aeroporto di Madrid mentre mi aspetti e poi al mio fianco passeggiando per le via borboniche di quella città ricca di statue equestri.
Tutto sembra una pellicola d’altri tempi, un nastro d’immagini illuminate da una luce bianca e proiettate su quello sfondo celeste che vedo mentre rimango immobile sul letto.
Ti rivedo portare il motorino e poi la macchina, aiutarmi a montare la tenda da campeggio, scalare il vulcano e spruzzarmi d’acqua di mare mentre io cerco di catturarti facendo finta di essere uno squalo.
Ti ricordo lamentarti mentre leggevo le caratteristiche storiche di un castello, ma anche sorridere e spronarmi la mattina quando dovevamo andare, o con la faccia da furbetta mentre mi davi il mio regalo di compleanno.
Ti ricordo insieme a me, in quella doccia così stretta e bella, e ricordo quando preparavo un pranzo con i fiocchi e ti aspettavo alla fermata dell’autobus per farti entrare con le mani agli occhi per regalarti una sala e una tavola imbandita a festa solo per noi due.
Sento le nostre voci durante la prima crociera e il rumore dei giochi d’artificio più belli del mondo.
Ricordo quando ti mostrai il Colosseo e quando, a Piazza San Marco a Venezia, cercavi di farti sommergere dai piccioni. Oppure quando in due in una bicicletta ci fermò la polizia...
Ricordo molto altro, ricordo tanto, troppo.
Non mi fa male, solo piangere.
Non continuo oltre, troppi ricordi e la musica è finita.
Adesso sento il canto degli uccelli sugli alberi, ma non presto attenzione.
Mi alzo, guardo la tua foto ed esco.
Ti penso.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

:-(

Giulia Carmen ha detto...

Ciao Alex!
Scopro di te questo blog che non conoscevo, ma anche solitudini e malinconie che non conoscevo.

Buona domenica, ma solo se non appare una frase scontata.

Hasta la vista.
Giulia

Alessandro Di Maio ha detto...

Ciao Giulia,
mi fa piacere vederti qui, in effetti non è molto che ho aperto questo blog.
E' un modo per dire cose che in altre circostanze non si direbbero mai.
Non pensare che il post che hai letto e commentato sia frutto di solitudini e malinconie. Sembra sia così ma non lo è. Se lo fosse stato non l'avrei pubblicato. Questo è un blog, non un giornale. ;-)

Ti aspetto,
Alessandro

Galletita Dulce ha detto...

Ciao sandro sono io otra vez. solo queria decirte que al leer esta historia.. es como si todo hubiera pasado ayer,es algo lindo lo que expresas asi como tu lo haces io tambien lo hago.. y siempre lo hice aunque tu no te des cuenta de nada se que ya es tarde para es... se que nada cambiara... pero lo que si se que nada ni nadie borrara todo esos momentos que ... pasamos... te kiero mucho bigioo...bye.

kunderessa ha detto...

...Troppo vero questo "Ti penso", troppo intenso, nitido e tristemente inquietante. Troppo mio anche. Mi hai fatto piangere! E' anche questa la magia delle parole, della scrittura che fluisce implacabile sulle linee del cuore, sempre troppo fragile, nella sua coriacea fortezza...

kunderessa ha detto...
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